Oltre alle due isole abitate, San Domino e San Nicola, l’arcipelago delle Tremiti comprende tre isole minori: Capraia, Cretaccio e Pianosa. Sono disabitate, fanno parte della Riserva Marina e sono soggette a restrizioni rigide per la balneazione e l’accesso a terra.
Capraia
La Capraia è la terza isola per dimensione (45 ettari, lo stesso di San Nicola) e la più selvaggia dell’arcipelago. Si trova circa 1,5 miglia nautiche a nord-est di San Nicola, è completamente disabitata ed è classificata come zona A della Riserva Marina (riserva integrale). Significa che intorno alla Capraia sono vietati la balneazione, la pesca, l’ancoraggio, le immersioni libere e l’accesso a terra senza autorizzazione speciale.
L’isola è coperta da macchia mediterranea bassa (lentischio, mirto, finocchio marino) e ospita una delle colonie di gabbiani reali e gabbiani corsi più importanti dell’Adriatico. Le scogliere a strapiombo, alte fino a 80 metri, sono usate come sito di nidificazione anche dalla berta maggiore (il famoso diomedea) e dal falco pellegrino.
Per i visitatori, l’unica modalità di “visita” è la circumnavigazione in barca durante il tour dell’arcipelago (3-4 ore), che permette di vedere da vicino le scogliere, lo scoglio satellite della Vecchia e gli archi naturali.
Cretaccio
Il Cretaccio è uno scoglio argilloso di colore giallo-ocra, lungo circa 300 metri, situato tra San Domino e San Nicola, esattamente nel braccio di mare attraversato dal vaporetto. È classificato in zona C della Riserva Marina, quindi l’avvicinamento in barca è consentito ma non l’attracco a terra. La balneazione nei dintorni è permessa ed è anzi uno spot apprezzato per lo snorkeling: i fondali a 3-8 metri sono ricchi di posidonia e pesci di scoglio.
Il nome deriva dal materiale dell’isola: argilla giallo-grigia, completamente diversa dal calcare delle altre Tremiti, segnale che geologicamente il Cretaccio appartiene a una formazione più recente, probabilmente di origine vulcanica sedimentaria.
Pianosa
La Pianosa delle Tremiti (da non confondersi con la più grande Pianosa dell’arcipelago toscano) è una piattaforma rocciosa piatta di circa 13 ettari, situata 11 miglia nautiche a nord-est di San Nicola, vicino al confine delle acque territoriali italiane con quelle croate. È la più isolata dell’arcipelago, classificata in zona A integrale e accessibile solo con autorizzazione del Ministero dell’Ambiente per motivi scientifici.
La Pianosa è una delle ultime aree di nidificazione del gabbiano corso (Larus audouinii), specie a rischio di estinzione di cui in Italia restano poche centinaia di coppie. È anche un’area di passaggio per i tonni rossi durante le migrazioni primaverili.
Per i visitatori, l’unica opzione è osservarla da lontano durante i tour estivi che includono la circumnavigazione completa dell’arcipelago. Il giro completo dura 5-6 ore e parte da San Domino con motovedette autorizzate (60-80 € a persona).
Zone della Riserva Marina
| Isola | Zona | Balneazione | Immersioni | Ancoraggio |
|---|---|---|---|---|
| Capraia e La Vecchia | A — integrale | Vietata | Vietate | Vietato |
| Pianosa | A — integrale | Vietata | Vietate | Vietato |
| Cretaccio | C — parziale | Consentita | Consentite con autorizzazione | Solo boe |
| San Domino (versante sud) | B — generale | Consentita | Consentite con autorizzazione | Boe e regolato |
| San Nicola | C — parziale | Consentita | Consentite | Regolato |
Per il giro in barca completo dell’arcipelago, vedi escursioni e tour. Per le calette balneabili, spiagge e calette.
